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sabato 3 gennaio 2015

Auguri!

Benvenuto 2015.
Per la prima volta in assoluto, ti ho accolto in rosso, ho mangiato le lenticchie e chissà che a seguire queste assurde tradizioni non venga fuori qualcosa di buono.
Non ho propositi.
Qualche anno fa avevo scritto che era importante trovarne almeno uno; poi però l'anno scorso ne avevo in quantità e la maggior parte è andata a remengo, come riprendere a studiare il tedesco e andare a correre.
Quindi, quest'anno niente propositi.
Punto sul cambiamento. Fino ad ora non mi ha mai deluso.
Invece dei propositi, però, voglio fare degli auguri, a chiunque leggerà.

In questo anno vi auguro di avere occasione di abbracciare un bambino,
di restare la sera a guardare le stelle alte nel cielo, magari cercando con lo sguardo la stella polare,
vi auguro di dormire bene, su materassi comodi e cuscini profumati dell'odore che più vi piace,
di fare un viaggio, almeno uno,
di cantare al karaoke, anche se non vi piace, siete stonati o non avete bevuto abbastanza,
vi auguro di avere l'occasione di costruire un cuore di carta argentata o di pongo,
vi auguro un estate piena di sole e sale,
di andare a ballare anche se ormai vi sentite troppo vecchi per farlo,
di leggere dei bei libri, anche se dovessero essere per bambini,
vi auguro di ricevere un regalo sciocco,
di guardare dei film che vi facciano piangere o riflettere,
di guardarvi allo specchio e sorridere,
vi auguro di splendere.

lunedì 29 dicembre 2014

Giuseppe

Su Facebook stanno spopolando i filmati del meraviglioso 2014 di Caio, Tizio e Sempronio. E, stavo per aggiungere anche quello di Silvia, ma poi ci ho ripensato.
Io il mio resoconto dell'anno lo faccio qui, come sempre. Scrivendo.
Amo le fotografie, ma non mostrano ciò che mi interessa ricordare.
Un anno fa, a quest'ora ero fresca di laurea e occupata a riprendere a studiare per i nuovi esami in arrivo. Ora quegli esami sono lontani, lo studio è finito e sono immersa in pieno nella scrittura della tesi: l'ultima fatica. Questa volta per davvero.
So che mi mancherà l'università. Mi manca già, ad essere sincera. E' stato un luogo e un tempo importante. Di crescita, cambiamento, consapevolezza e amicizie. Grandi amicizie!
Per "colpa" dell'università, poi sono qui, a credere in un amore. Vero, potenziale, incerto.
Vai in un luogo per scriverti e ti ritrovi a cercare di leggere qualcun altro.
E inizi a volerti saziare di quelle pagine non tue. E vorresti scriverne altre insieme.
Ma coi sentimenti il tempismo è tutto e io sono arrivata tardi, oppure troppo presto. O forse non esiste proprio il momento giusto. Ma come ci si può convincere che possa essere così?
Si mette in discussione tutto.
A cominciare dal se esiste l'amore. O se ha senso crederci.
E se sono ancora qua è perché in fondo io le mie risposte me le sono date. E di tradire me stessa non sono ancora pronta.
Io sono quella che scrive.
E io sono anche quella che ama. Come ne è capace.
Testardamente. Perché esiste solo l'amore testardo, secondo me.
Anche quando fa male, e meno male che ne fa.
Anche quando ci fa provare rabbia, perché siamo umani.
Da qualunque parte lo si rigiri quest'anno ha solo un nome.
Anche se è anche l'anno del battesimo di Daria, del campo estivo all'asilo, della della prima supplenza annuale, del viaggio in Marocco.
Quest'anno ha un solo nome.
Quest'anno ha un solo nome.

domenica 12 ottobre 2014

Sii un coraggioso promotore di cambiamenti

Ho scritto un'intera autobiografia a partire dai punti di svolta, dai cambiamenti.
Trovando i miei, e trovando che le persone che mi hanno permesso di cambiare.
E' difficile invece capire o sapere di essere stato un punto di svolta per qualcun altro.
Eppure accade. Di aver sparato un colpo nell'aria e aver dato lo start ad una corsa, ad una sfida, ad un cambiamento, appunto, di cui però non si farà per forza parte.
Ed è giusto essere ogni tanto il cambiamento di qualcuno, anche solo per compensare le volte che è toccato agli altri perdere qualcosa per dare a te. Perdere "banalmente" solo la propria stabilità, o perdere addirittura la propria vita.

martedì 27 maggio 2014

La magia della Penicina

Si torna a scrivere.
Si torna a scrivere qui.
Perché non è vero che negli ultimi tempi io non abbia scritto....
anzi, probabilmente è che scrivevo già troppe cose. Quasi mai cose interessanti.
Ora però qualcosa è cambiato: tre giorni di Penicina mi hanno rigenerato, stimolato, ispirato.
Questi tre giorni hanno rimesso in moto il mio cuore, così fermo da tempo.
Ed è stato strano:
in primis, perché le aspettative non riguardavano minimamente il gruppo di persone che avrei conosciuto.
La verità è che non so nemmeno come sia successo.
So che all'inizio trovavo fastidioso in suo modo di impattare con la gente,
che più di una volta non sapevo come rispondergli quando mi parlava (e questo mi dava MOLTO fastidio),
che non c'è stato il "d'un tratto", ma tutto è nato con una lentissima costante progressione,
che quando è capitato che mi toccasse una spalla non ha mai avuto il sapore di un gesto inopportuno o prematuro,
che Kung-fu panda e i Tuttoni sono stati un po' galeotti in fondo,
che quando Martina ci ha chiesto se ci conoscessimo già ho risposto subito "No no!!" ma questo mi ha fatto pensare,
che non poteva esistere luogo migliore della stanza dell'eco per siglare un inizio che in realtà non è identificabile in un momento preciso,
che ho amato quell'abbraccio dato e ricevuto,
che ho amato quel bacio, e ho amato l'eco di quel bacio,
che ho amato quella notte fatta di ulteriori baci e ulteriori abbracci,
che il giorno successivo non sapevo bene cosa pensare, sperare o aspettarmi,
che adesso non vedo l'ora di rivederlo.
Devo ringraziare la magia della Penicina e la magia della scrittura, le persone che ci sono state, perché se ce ne fossero state altre forse, anzi sicuramente, non sarebbe stata la stessa cosa.

sabato 23 marzo 2013

L'imprevisto.

Proprio pochi giorni fa parlavo di preparazione.
Ebbene gli ultimi due giorni ho scoperto che, per quanto uno provi a prepararsi, c'è sempre la possibilità che qualcosa cambi all'improvviso e che ti colga impreparato.
Le sorprese portano a scoperte. Scoperte su te stessa e i tuoi sentimenti.
Giovedì pomeriggio ho ricevuto la chiamata inaspettata di Ale. Beh, sul momento ero frastornata, felice, entusiasta. Questo arrivo poi mi ha portata a fare tante domande a me stessa, una su tutte: sono andata oltre veramente?
E cavoli, SI, a fine serata sono giunta a questa rasserenanate conclusione.
Sono andata oltre, il mio sguardo è cambiato, il mio cuore pure. Sono contenta.

Ma (perchè un ma c'è sempre) a volte le sorprese non sono le sorprese stesse, ma i fatti che non si sarebbero verificati se non si fosse creata quell'occasione, quella serata...
E mi sono andata a complicare la vita. Ho deciso di Essere e quindi di camminare su un filo. E prendendo questa decisione, mi sono automaticamente costretta ad avere una sola strada per il momento. Una strada che, però, non è detto che potrò percorrere. Ci sono strade che si possono percorre solo se non si è da soli, solo se qualcuno ti prendere per mano e ti dice "stai con me, camminiamo insieme, io e te." E la strada su cui mi trovo è una di queste.

Nella vita voglio Essere punto. Ecco tutto. Non voglio scegliere qualcosa di diverso.
E allora, che CAOS sia!

lunedì 18 marzo 2013

La preparazione

Per affrontare le proprie sfide c'è bisogno di preparazione.
A volte si tratta di preparazione psicologica, altre fisica e altre ancora di entrambe.
Per la mia sfida della Stramilano mi sto preparando così:

MER 13 MARZO
Corsa di 7,87 Km
Tempo impiegato: 58 min

VEN 15 MARZO
Corsa di 7,81 Km
Tempo impiegato: 59 min

SAB 16 MARZO
Corsa di 10,15 Km
Tempo impiegato: 1 ora e 15 min

Le prossime corse (tempo permettendo) sono previste per:
MAR 19 - VEN 22 - SAB 23

A livello psicologico mi devo preparare alla pioggia, perchè è prevista (mannaggia!!!), perchè per il resto sono più carica che mai!!!!


In questo momento credo di aver deciso di affrontare anche un'altra sfida, un po' diversa da una corsa di 10 Km... Si tratta di una sfida con me stessa, di rimescolare le carte, lasciare il rifugio caldo e sicuro entro cui mi sono sigillata ultimamente per... qualcosa che non conosco. E che, ogni volta che ci penso in camera mia, mi rendo conto che un po' mi fa paura.

lunedì 11 febbraio 2013

Vola solo chi osa farlo

Il lavoro, l'impegno, la fatica, le giornate (e le serate) barricata in casa a studiare stanno dando proprio i loro frutti!
In questo periodo sto studiando come credo di non aver mai fatto.
La cosa che più mi stupisce di me stessa, a pensarci, è il mio cambiamento:
solo 5 anni fa a quest'ora ero reduce da una rinuncia agli studi dopo un anno di università durante il quale ero riuscita a superare solo due esami (tra i più facili) e a farmi rimandare (o scappare di mia spontanea volontà) da parecchi altri!
Le compagne, il supporto della mia mamma (che mi ha elogiato alla grande dopo il primo - scarso a pensarci ora - 23 nella nuova facoltà, e poi per tutti i voti successivi), la mia crescita... mi hanno portato qui, dove sono ora, ai risultati di oggi.
Ho capito che si può riuscire solo se si parte dal presupposto di potercela fare (d'altronde "vola solo chi osa farlo!").
Le mie parole d'ordine sono diventate: Fiducia, Positività e Ottimismo.
La metafora sembra un po' forzata, ma a volte penso proprio di avere molto in comune con quel paffuto di Po e con la sua storia di ricerca del "chi sono".
Ricerca che non va in direzione del passato, ma del futuro, verso il chi si sceglie di essere.
Con i miei limiti superati e quelli ancora da superare,
con le mie insicurezze, ma anche la determinazione,
con la paura, ma anche il cuore che mi spinge a rischiare per ciò che ritengo importante,
ho scelto.
Ho scelto di essere una maestra. La maestra Silvia.




domenica 25 novembre 2012

Cambiare ancora e ancora


Credo questo nella vita: che si debba cambiare!
Dentro.
Fuori.
Dentro e fuori.
Ancora e ancora.
Non bisogna mai fermare il cambiamento, mai legarsi troppo a ciò che si era o si è.
Scriveva Einstein: "devo essere pronto a non attaccarmi a quel che sono per poter diventare quello che sarò"
(Frase tra l'altro trovata sul mio oroscopo di 2 anni fa).
E il mio cambiare è anche (e soprattutto) espresso attraverso i capelli.
Il corpo parla per noi.

domenica 14 ottobre 2012

La nuova fase

"Nuovo Post".
Questo è il tasto che clicco quando decido di iniziare a scrivere.
Nuovo. Ogni volta succede qualcosa di nuovo, quando sento il bisogno di scrivere.
Non sempre però ciò che succede, ciò che cambia è così nitido.
Credo di essere nella fase della "tra virgolette" rabbia mista a delusione.
Quella in cui guardando i film cerchi di trovarci a tutti i costi te stessa, che sia la te stessa di oggi o di ieri, poco importa.
E, soprattutto quando riesci a vederci la te stessa di ieri, sale quella specie di sensazione di sconforto, di sconfitta. Quella sensazione di essere come in stand-by. E questa volta non si tratta di un'attesa scelta, ma di quelle per cui tu non puoi farci niente. Ci sei dentro, e non hai la possibilità di scegliere qualcosa di diverso.
E soprattutto, è l'attesa di qualcosa di indefinito, di uno stare bene indipendentemente dalla causa, di una persona che però oggi non esiste ancora.
Ed è anche la fase in cui cerchi di non guardare altro oltre te stessa, ma la curiosità, o l'abitudine, o il chiaro masochismo che spesso mi contraddistingue, mi spinge ad andare a guardare pensieri e foto (insomma, i beati cazzi) di altri. Ovviamente, non altri qualunque. E per quanto dentro di me sappia quanto sia assurdo e senza senso, mi arrabbio con le persone che vedo ritratte in quelle foto, anche quelle che non conosco... mi sento stupida, perchè non ne ho motivo, anzi, son sicura che i miei pensieri non rispettino minimamente la realtà, ma a qualcosa bisogna pur aggrapparsi nei momenti così.
Son in fondo la tartaruga di sempre: benchè il mio guscio lo tenga sempre ben saldo a me, dentro rimango sempre preda facile di emozioni e stati d'animo.


"The new phase"

"New Post". 
This is the button that I click when I decide to start writing. 
New. Everytime something new happens, I feel the need to write. 
But not always what happens, what changes is so sharp. 
I think I'm at the phase of "between quotation marks" anger mixed with disappointment. 
That in which watching movies you try to find yourself at all costs, both it's yourself of today or of yesterday, doesn't matter. 
And, especially when you can see yourself of yesterday, that sort of feeling of despair, of defeat rises up. That feeling of being like in stand-by mode. And this time it isn't an expectation choiced, but an expectation for which you can't do anything. You're in, and you haven't the option to choose something different. 
And above all, it's the expectation of something indefinite, of a feel good regardless of the cause, of a person that today not exists yet. 
It is also the phase where you try to look nobody except yourself, but curiosity, or habit, or the clear masochism that often distinguishes me, pushes me to look at other's thoughts and photos (well, the blessed cocks). Obviously, not any others. And although I know how much absurd and meaningless it is, I get angry with the people I see portrayed in those photos, even those that I don't know... I feel stupid because I have no reason, I'm sure my thoughts don't correspond with reality at all, but we need to cling to something in moments like this. 
At bottom I'm always a turtle: though I hold firmly to me my shell, I'm always an easy prey to emotions and moods.

martedì 2 ottobre 2012

Time to change...

A volte è difficile trovare le parole, ma la voglia di comunicare ti spinge allo sforzo.
E quindi mi metto a cercarle le parole.
Non parole qualunqui, ma LE MIE PAROLE!
E' uno di quei momenti di cambiamento.
Passato il momento delle scelte, c'è quello del cambiamento.
Già, perchè le due cose non vanno esattamente di pari passo.
A volte scegliere, non significa automaticamente cambiare.
A volte scegliere è solo il prologo.
Dire ad alta voce da che parte si vuol cadere da qual famoso filo è solo il primo passo.
Ma poi, bisogna convincere DAVVERO se stessi.
E buttarsi.
Ecco, credo di averlo fatto.
Anzi, senza credo, l'ho fatto, ho saltato.
E ho pianto! Ma sono quelle lacrime che io definisco "belle", perchè consapevoli.
Certo la paura di aver perso qualcosa c'è, ma rileggendo le mie parole di un po' di tempo fa, ho capito che questa è una paura sciocca!
Non dobbiamo credere che scegliere significhi rimpicciolire la nostra possibilità d'azione.
E' difficile separarsi dalle persone, benchè di fatto siano già lontane. Perchè il problema è quando sia distante il tuo pensiero da lei.
Ma le paure e le difficoltà, vanno affrontate e superate. I muri io li voglio scavalcare.
Non mi basta chiudere gli occhi, o voltarmi, e nemmeno evitare l'ostacolo.
Il mio motto è preciso e non intendo tradirlo!
Scelgo la felicità. Anche quando non è facile. Perchè è più bello quando la si conquista con la fatica.
Scelgo la felicità, passando per le lacrime, perchè per guadagnare, prima bisogna sempre perdere qualcosa.
Lasciare non significa perdere, allegerire non significa dimenticare.
Il mio cuore resta gonfio.
E se ci penso, sorrido ancora.
Non ho perso nulla in tutto questo tempo. Nulla.
Amo il mio modo di essere. Al 100%.
"Senza riserve" mi era stato scritto e io lo faccio.






Grazie Ale, per tutto!








"Time to change..."

Sometimes it's hard to find the words, but the desire to communicate pushes you to the effort. 
And then I'm going to look for the words. 
Not any words, but MY WORDS! 
It's one of those moments of change. 
Passed time to decide, it's time of change. 
Yes, because the two things do not go exactly together.
Sometimes choose doesn't mean automatically change. 
Sometimes choose is only the prologue. 
Say aloud what side you want to drop by the famous wire is only the first step. 
But then, you have to REALLY convince yourself. 
And jump. 
So, I think I did. 
Nay, I think not, I did, I jumped. 
And I cried! But they are those tears that I call "beautiful", because conscious. 
Of course there is the fear of losing something, but re-reading my words of a little time ago, I realized that this is a silly fear! 
We have to believe that it doesn't mean to shrink our options for action. 
It's hard to part from people, though in fact they are already far away. Because the problem is how much your thinking is away from him. 
But the fears and difficulties must be addressed and overcome. I want to overcome the walls. 
It's not enough for me close my eyes or turn around, or avoid the obstacle. 
My motto is accurate and I will not betray it! 
I choose happiness. Even when it is not easy. Because is it more beautiful when you conquer it with fatigue. 
I choose happiness, through the tears, because to earn before you must always lose something. 
Leave doesn't mean losing, ease doesn't mean forgetting. 
My heart is full. 
And if I think about it, I smile again. 
I haven't lost anything in all this time. Nothing. 
I love my way of being. To 100%. 
Someone wrote to me "No reservations" and I do.

 Thanks Ale, for everything!

giovedì 27 settembre 2012

Still breathing

E' inutile che me le stia qua a raccontare...
io sto aspettando,
sto aspettando come una scema.
Non è vero che sarei disposta a cambiare strada,
mi sono fossilizzata su quel maledetto sentiero.
Ok, l'attesa fino ad ora me la son vissuta bene, con qualche basso ma quasi sempre con serenità.
Ma, non si può vivere di attesa, soprattutto mentendo a se stessi!
E' che non so se sono ancora disposta a perdere.
E cosa poi? Non ho nulla. Si tratta solo di un'idea.
Di un castello fatto per aria, come quelli che solo io costuire: forti e resistenti.
E invece no, non è nemmeno questo.
Non sono pazza.
Non vedo le cose dove non ci sono.
Vedo oltre, vedo le possibilitò, le potenzialità.
E non voglio credere che non ne valga la pena, proprio non ce la faccio.
Però, a volte, bisogna anche lasciare qualcosa, perchè possa farsi spazio qualcosa di nuovo.
Ecco, io sono lì: su un filo, come un'equilibrista, a scegliere da che lato lasciarmi cadere.
Perchè, sì, in entrambi i casi si tratta di una caduta.
Un folle salto nel buio.









In ogni caso, comunque, I'm still breathing.
and it isn't so bad! :)



Grazie a L'Aura, sempre d'aiuto nei momenti pensierosi!



"Still Breathing" 

It 's useless I tell me stories.
I'm waiting, 
I'm waiting like a fool. 
It's not true that I would be willing to change ways
I am petrified of that damn path. 
Ok, until now I have lived well the wait, with some low but almost always with serenity. 
But you can not live waiting, especially lying to yourself! 
I don't know if I am still willing to lose. 
And what then? I have nothing. This is just an idea. 
A castle made of air, that I built by myself: strong and durable. 
But no, this is not. 
I'm not crazy. 
I don't see things where they aren't. 
I see more, I see the possibility, the potential. 
And I don't believe that it isn't worth, just I don't do it. 
But, sometimes, you also have to leave something, to make space for something new. 
So, I'm there: on a wire, as an equilibrist, to choose which side to let me fall. 
Because, yes, in both cases it will be a fall. 
A mad leap in the dark.

In any case, however, I'm still breathing.
and it isn't so bad! :)


Thanks to L'Aura, always helpful at times thoughtful!

lunedì 17 settembre 2012

Prologo di un'estate

In realtà questo post risale al 2 agosto... ma l'ho riesumato solo ora dalla carta stampata e mi piace ricucire le pezze... quindi eccolo qua.

Non.
Ecco tutto ciò che ho da scrivere, da dire.
Niente va male, eppure non va tutto bene.
Non ho motivo di essere spenta, triste, vuota, eppure non riesco ad andare in giro sorridendo come so fare spesso, con facilità.
I giorni non sono tutti uguali e io non ho tutte le rotelle a posto.
Non ho voglia di scrivere, eppure ne sento la necessità,
forse è che scrivere mi fa pensare, mi fa riflettere e io non ho nessuna voglia di farlo.
Voglio solo essere, con spensieratezza, quella spensieratezza che mi merito, cazzo!
Sì, me la merito!
E invece no. Oggi la spensieratezza non è concessa.
Non tutti i giorni sono uguali e allora domani me la prendo a piene mani!
Vaffanculo a tutti quelli che non mi capiscono e che non mi hanno mai capita!!


"Prologue of a summer"

Indeed this post dates back to August 2... but I found just now the paper where I wrote this thought
and I like to sew up the rags ... so here it is.

Not
That's all I have to write, to say.
Anything goes wrong, yet all is not well.
I have no reason to be turned off, sad, empty, yet I can not go around smiling as I often do easily.
Days are not all the same and I haven't all the wheels in place.
I don't want to write, but I feel the need,
perhaps is becaise writing makes me think, makes me reflect, and I have no desire to do it.
I just want to be, with carfree,
that carefree that I deserve, damn it!
Yes, I deserve it!
But no. Today, the carefree is not granted.
Not all days are the same and so tomorrow I'll take it with both hands!

Fuck all people who don't understand me and did never understand!

giovedì 6 settembre 2012

NON GUARDARSI MAI

Ci sono dei giorni,dei momenti in cui quello che ti è attorno non riesce a lasciarti indifferente.
Persone che ti colpiscono per il loro modo di vivere.
E allora cerchi di capire, di capire come si possa arrivare a fare certe scelte,
come si possa arrivare a credere che non si possa cambiare,
come si possa arrivare a pensare di essere solo ciò che si fa.
La vita a volte ci mette di fronte a difficoltà, imprevisti, burroni, MURI.
E noi, umani che siamo, cerchiamo la strategia migliore, quella che ci faccia soffrire meno, o quella che crediamo ci faccia soffrire meno. Spesso sono scelte inconsapevoli.
E, quando arrivano i pensieri, li rifiutiamo, scappiamo, chiediamo a quei pochi che cercano di farci tenere gli occhi aperti di andarsene, di non farsi più vedere. Un'altra scelta. Essere soli, impedire che qualcuno ci guardi, per evitare di dover guardare noi stessi.
Eppure, a volte, le persone compaiono senza avviso, impreviste e ci costrigono a riflettere.
E, anche se per l'ennesima volte ce ne libereremo, in qualunque modo (questo non conta), ormai ci sono state, costringendoci ad alzare lo sguardo allo specchio, anche solo per una sera.
Decidere di non guardarsi mai non è certo una scelta facile.
Ma se si è abbastanza forti per questo, forse lo si può essere anche per cambiare strada...


"NEVER LOOK AT THEMSELVES"
 
There are days, moments in which what is around you can not leave you indifferent.
People who affect you for their way of life.
And so you try to understand them, to understand how they can get to make some choices,
how they can believe that they can not change,
how they can get to think that they are only what they do.
Sometimes life put us in front of difficulties,
accidents, ravines, WALLS.
And we, humans that we are, look for the best strategy, that makes us suffer less, or that we believe makes us suffer less. They often are unconscious choices.
And, when
thoughts arrive, we reject them, we run, we ask those few who try to make us keep our eyes open to leave, to not be seen again from us. Another choice. Being alone, prevent someone look at us, to avoid having to look at ourselves.
Yet, sometimes, people appear without warning, unexpected, and force us to reflect.
And, even if once again we get rid of them, in any way (it doesn't count), by now they have been, forcing us to look up in the mirror, if only for one evening.
Deciding to never look at themselves is not an easy choice.
But if you are strong enough for this, perhaps you can also be to strong enough for change the road...

lunedì 2 luglio 2012

Rimani tu.

Un tuffo in acqua e soprattutto poche parole di qualcuno che si ha attorno...
la vita che si alleggerisce, come di colpo.
E si torna a vedere tutto in maniera più lucida.
Gli scleri immotivati svaniscono tanto velocemente quanto erano arrivati
e rimani tu.
Tu, pronta ad andare avanti.
Tu, che prima ti credevi svuotata, più colma che mai.
Tu, semplicemente tu, che tremante dentro solo un maglioncino traforato, ti accorgi di cosa hai davanti.
Nulla accade per caso.

domenica 10 giugno 2012

... al centro di un incrocio


Arrivano i giorni in cui ogni sera, nel tuo letto, ti chiedi dove sei. Ti trovi nella stanza del dubbio, nel limbo delle incertezze. Hai dei sentimenti, eppure non li riesci a decifrare. Ti chiedi se ancora li sai riconoscere, o se ne hai perso la capacità. A volte ti senti così spinta dalle emozioni e altre, invece, ti chiedi se ancora sei capace di provarne davvero.
E poi cerchi di capire se sei pronta a lasciare tutte le possibili strade che hai davanti per sceglierne una, senza sapere esattamente dove ti porterà. Se sei pronta a rinunciare alla strada che sembra la più adatta a te, ma che in questo momento è sbarrata (e chi sa se mai verrà aperta) per qualcosa che potenzialmente, in questo momento, non è nemmeno paragonabile ad essa.
Razionalizzare le emozioni a volte aiuta. Ma poi hai la paura di averle modificare troppo, di averle rese innaturali. Forse la pedita dell'equilibrio, però, può essere buona: è l'occazione per testare la veridicità dei sentimenti. O è il modo che ha il nostro cuore per dirci che abbiamo bisogno di vivere. Adesso. A volte una strada la si può ripercorrere alla rovescia, o ti porta a nuovi incroci. Non dobbiamo credere che scegliere significhi rimpicciolire la nostra possibilità d'azione.

giovedì 29 dicembre 2011

... verso il 2012

E' passato poco più di un anno dalla creazione di questo blog, che un po' coincide con la fine del 2010.
E' stato un anno trascorso veloce come un fulmine,
ma un anno pieno, pienissimo.
Un anno colmo di persone, emozioni, amicizie, incertezze, lacrime, divertimento.
E' stato un anno di viaggio. E che viaggio!
Ho risalito burroni, scavalcato muri, scelto sentieri di fronte a bivi, corso per prati fioriti, nuotato tra gli scogli e, di tanto in tanto, mi son fermata a guardare l'orizzonte.
Ciò che ho fatto meno di tutto è stato il VOLTARMI INDIETRO. E questa è una novità, un bel segno di cambiamento. Ne sono felice e soddisfatta.
E' stato un anno BELLO. Molto più di quello precedente. Perchè è stato un anno PER ME.
Non si tratta di egocentrismo, ma di VIVERE a pieno, senza lasciare nemmeno un minuto alla mera sopravvivenza fisica. Ho passato un anno di piena vita, come spero sia sempre, da ora in avanti.
Alla fine dell'anno scorso avevo suggerito a tutti di trovare un vero proposito per il 2011, in primis a me stessa. Beh, in realtà, coscientemente, non ne avevo trovato nemmeno uno per me. Ma ad oggi, guardandomi da fuori, so che un proposito, invece, me l'ero data. Si trattava di scoprire come scavalcare quei famosi muri, perchè evitarli è chiaramente impossibile. Come trasformarli da ostacoli, a stimoli. Come guardarli con gli occhi di chi vuol scoprire, invece che di chi ci vede e basta.
Ed ora eccoci qua, alla fine di questo 2011, alle porte dell'anno nuovo. Eccoci, a tirare le somme, come si fa per abitudine, per bisogno. La fine dell'anno mi riporta alla mente, nitida come non mai, la MORTE. Penso ad Andrea e a quando toccherà a me. E sì, lo ammetto, ancora mi fa paura.
Non ho molto altro da dire, oltre a ciò che ho già scritto. Anche perchè molte cose son celate in queste poche parole e i molti grazie camuffati tra le righe.
E io sono qua, stabile nel mio oggi, chiedendo solo una cosa a questo 2012 in arrivo: continuare a sentirmi "in aria", perchè come ci insegna Peter Pan si può volare solo avendo nella testa PENSIERI FELICI.

domenica 9 gennaio 2011

il MIO nuovo anno

Ed è qui. All'alba del primo esame del 2011, che mi rendo davvero conto che questo nuovo anno sta iniziando.
Forse gli anni non devo iniziare per tutti il 1° gennaio. Forse ognuno di noi ha una data diversa per ricominciare.
E io credo di aver capito che sia questo il mio capodanno. Oggi dovrei bere e ubriacarmi, non 10 giorni fa...
Credo di aver capito solo ora dove sta la mia svolta, o più che altro, solo ora credo di avere la forza necessaria per farla.
Solo ora credo di aver messo a fuoco me stessa e le persone che mi sono attorno.
Basta con le false speranze. Basta con la modalità "CUORE".
Ora è proprio il momento di usare il cervello.
Se sbatto ancora contro le case son stupida, ora come ora!
Questo è il momento dell'impegno nello studio, è il momento di riscoperta, è il momento degli amici (e come sono fantastici quelli che ho!), è il momento dell'attesa serena non morbosa, quella di chi non si sta aspettando niente in particolare.
E allora un BUON 2011 a ME!

N.B. Quando si è ubriachi si dice proprio ciò che si pensa!