giovedì 30 maggio 2013

La stella polare

E' il solito amico a farmi pensare.
E come piace a me, è un pensare per metafore.

Sono partita da un faro e sono approdata ad una immagine a cui sono molto più legata: la stella polare.
Il punto di riferimento, la direzione da guardare per capire da che parte si sta andando, o dove si dovrebbe andare.

Se sai dove guardare, troverai sempre la stella polare.

La tua stella polare.
Perchè in metafora le stelle non sono stelle e il nord non conta niente.
Ciò che conta è sapere chi, o che cosa, sarà sempre lì fermo per te.
E, si badi, non si tratta di immobile staticità.

sabato 4 maggio 2013

La felicità in tasca

Oggi ho scoperto come avere la felicità in tasca.
Il segreto è molto semplice: bisogna solo scattare una foto e metterla come sfondo del proprio cellulare.
Ed eccola li, una faccina da peste che ti guarda tutte le volte che ti arriva un messaggio o hai bisogno di controllare l'ora.
Ecco tutto.
Il segreto sta nelle persone,e in particolare sta nei bambini: sanno essere così speciali nella loro spontaneità.
E sanno coglierti così alla sprovvista.
Non so trovare le parole per dire quanto mi arricchiscano...

Tutto ciò che so oggi è che ho un musetto super sorridente di 6 anni sullo schermo del cellulare e che ogni volta che lo guardo sento il mio viso aprirsi e i miei occhi illuminarsi, come non mi sarei mai immaginata.

domenica 28 aprile 2013

Negli occhi e nelle ossa

Ci sono sere che mi succede di fermarmi, come una statua di sale.
Mi fermo ad osservare, a scavare dentro le ossa di chi mi è intorno
per leggere la storia che sta sotto a quei vestiti, a quei sorrisi a volte forzati, a quegli occhi che cercano di raccontarsi.
E mi rendo conto di quanto schifo c'è.
Vorrei poter fare qualcosa, ma alla fine me ne sto li, con le mie preghiere e le mie belle parole.
Non che pensi che siano futili, ma come posso accontentarmi di questo?
Come si può lasciare che il lupo continui a fare a brandelli e divorare senza far nulla?
Osservare certi occhi fa tremare.
Fa tremare osservare una persona e vedere la sua luce schiacciata, soffocata,
quando potrebbe brillare come una stella di prima sera, quando il buio scende e il cielo inizia a nutrirsi di lei.
Un fiore che appassisce prima del tempo,
una sorgente d'acqua che si estingue lentamente,
e tutto quanto in sordina,
camuffato dalla debole corazza che ci si prova a costruire.

Non ne sono sicura ma a volte, forse, si può pregare per la morte di qualcuno.

martedì 23 aprile 2013

Scegli per te stesso folli salti e sii pronto a spiccare il volo prima che il giorno ti rubi la luce

Parto con una premessa: i pensieri in questi giorni sono tanti, tantissimi e non so se sarò in grado di dare spazio e ordine al tutto.
Ci provo, partendo da alcune citazioni/mantra,
perchè forse a metterle qui in cima faranno da punti fermi ai miei pensieri così confusi e frenetici:

"L'essere umano non può scegliere nient'altro che se stesso. Tutto il resto è una menzogna. Quando non si sceglie per se stessi, si muore lentamente."
(Merete Morken Andersen)

"Quando saprai, o almeno avrai il sospetto di sapere cosa fare della tua vita, fallo! Spicca un folle salto nel buio. Se è il caso poi, non appena tocchi il suolo, corri, perchè non hai un secondo da perdere."
(sconosciuto)

"Splendi prima che il giorno ti rubi la luce"
(L'Aura)

Si, per l'ennesima volta, il punto focale è lo SCEGLIERE.
Ci riflettevo oggi: tantissime volte facciamo scelte che portano a tantissime conseguenze che, nella maggior parte dei casi, non eravamo stati in grado di prederevere o anticipare.
Conseguenze che non coinvolgono solo noi, inevitabilmente tutta una rete di persone vengono dipinte dal colore della nostra scelta.
Ed eccolo qui il nodo, la difficoltà. La paura di "sporcare" gli altri di colori che non donano.
La paura di recidere i fili tessuti con tanto impegno, di perdere qualcosa.
E' paradossale, ma anche quando sembra che si scelga "per gli altri" si sta scegliendo per se stessi (ovviamente a meno che non si abbia deciso di morire lentamente - a mio parere, scelta molto sciocca!-)
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E si sale sui fili, come funamboli, alla ricerca dell'equilibrio, nell'attesa del salto, magari del FOLLE SALTO.
Perchè questo si, credo che nella vita almeno un 2 o 3 salti debbano essere folli per poter dire di Essere stati.
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Si attende il momento giusto per Essere. Con la sola cautela a non attendere troppo: per quanto aspettare possa farci scoprire nuove forze e aspetti di noi, NON SI PUO' SCEGLIERE DI NON SCEGLIERE MAI! Se aspettiamo troppo il sole ci ruberà la luce e allora sarà troppo tardi per qualunque cosa.

sabato 13 aprile 2013

Ci siamo solo noi stessi

La situazione di un amico mi ha portata a pensare.
A pensare di quante scelte facciamo nella vita.
E di quanto sia difficile scegliere la cosa giusta per noi.
Al mattino la nostra razionalità ci colpisce in faccia come raggi di sole.
Ecco. Tutto è chiaro.
Ma poi la giornata avanza, la razionalità sfuma e tante volte ci troviamo a combattere con noi stessi tra ciò che avremmo voglia di fare istintivamente e ciò che sappiamo sia giusto per noi.
Difficilmente si esce dai casini semplicemente chiudendo gli occhi e urlandosi nella testa "sparisci, sparisci, sparisci!!".
Purtroppo se la combini, la paghi (e questa regola vale esponenzialmente di più man mano che alle spalle hai sempre meno soldi). E se ti tocca di pagare, ti solito è fino all'ultimo spicciolo.
Ma, per quanto si possa essere nei casini, bisogna essere consapevoli che laggiù in fondo una luce c'è sempre.
E' la luce della propria forza, delle proprie scelte ancora da compiere.
Non c'è destino.
Ci siamo solo noi stessi. E il sostegno di chi abbiamo intorno.


mercoledì 27 marzo 2013

Chi è il babbeo?

La domanda del titolo mi è stata fatta da mio fratello vedendomi accasciata e depressa ieri sera...
Beh, che dire, mi son tirata la zappa sui piedi da sola, anche se io di zappe nel mio giardino cerco sempre di non lasciarne in giro... eppure...
Il mio lato profondamente ottimista, però, mi dice che tutto questo non è altro che il modo grazie al quale potrà accadere quello che deve accadere.
Detto così sembra tutto un po' forzato, ma beh, ho imparato che dalla vita ci si può aspettare di tutto ed è vero che dalla merda possono nascere anche dei gran bei fiori!
Penso anche nella vita raramente sia pportuno tornare indietro, piuttosto si ricalcola e, come i navigatori più moderni ci hanno insegnato, si raggiunge la meta da un'altra strada.
Ora come ora inizio a pensare che lo scorso weekend sia stato solo un grosso fuoco di paglia.
Passeggero, destabilizzante, un po' deprimente in parte, MA...
forse necessario:
mi ha ricordato di quante cose ho dentro, di quanto potenti possono essere i sentimenti, le mie pile non sono scariche, non sono diventata insensibile o riluttante, ho benzina combustile dentro di me.
Insomma, un fuoco di paglia che mi ha ricordato che sono ancora capace di bruciare.
Prendo ciò che di positivo si può essere e continuo a camminare.

lunedì 25 marzo 2013

Sfide che vanno, sfide che vengono...

Stramilano: DONE!
Evvai!! Sono proprio contenta e soddisfatta!! Io e Milena abbiamo corso i nostri fantomatici 10 km in 1 ora e 8 minuti!! Niente male davvero, visti anche i nostri dolori al ginocchio!!
Note positive dell'esperienza: sfida al giusto grado di difficoltà, compagnia piacevole, medaglia da vincitrici, digestive a fine corsa e L'ANGELO DELLA CITTA' a darci indicazioni sulla metro da prendere!!
Note "negative": pioggia a catinelle e relativo freddo (di cui abbiamo risentito soprattutto a fine corsa), arrivo a imbuto che ci ha impedito uno scatto finale con braccia alzate alla Rocky , fanghiglia nel luogo d'arrivo e fastidioso dolore al ginocchio.
Direi che il bilancio comunque è decidamente in positivo!! Ed ora si spera di puntare più in alto, anzi, più lontano! Ma tutto a suo tempo, senza fretta...

Portata a termine questa sfida, ora è tempo di imbattersi in un'altra, perchè la calma piatta non è fatta per le persone straordinarie e forti (S. Galfrascoli).

Si tratta di una di quelle sfide di cui poco si può sapere in partenza, non si sa cosa aspettarsi, non si sa per quanto tempo ci terrà impegnati, si conosce solo il proprio obiettivo (un po' come quando Po è andato ad affrontare Lord Shen - il pavone - per salvare il kung fu).
E' una di quelle sfide dove il crollo è dietro l'angolo ad ogni istante, può arrivare per aver ascoltato un brano di musica classica in aula, o per non aver ricevuto risposte alle proprie domande.
E' una di quelle sfide che ti fanno paura perchè sai quanto il tempo è prezioso e non vorresti sprecarlo.
Ma ti butti perchè sai che per Essere non puoi tirarti indietro dalle situazioni incerte.
Anche lo stare male può essere positivo, è anche quello un modo per Essere.
Per essere Felici, a volte, bisogna scegliere di rischiare di essere tristi, demoralizzati, depressi...

"And the best is yet to come
I know, you know"