domenica 23 giugno 2013

I rapporti veri e gli abbracci

Noi non siamo vivi quando semplicemente respiriamo, mangiamo o dormiamo.
Essere vivi è qualcos'altro, che va oltre la mera definizione biologica.
Essere vivi è innanzitutto sapere di esserci e volerlo.
Essere vivi è andare da Mario il venerdì sera e poi spostarsi al Mood con parrucca bionda, occhiali da sole e cappello alla cowboy!
Essere vivi è essere con gli altri. Non nel senso "in compagnia di", ma nel senso di formare insieme una cosa sola, entrare in una specie di simbiosi che ti crea diverso da ciò che sei quando te ne stai da solo in camera.
Io credo tutto questo.
Credo che le persone con cui si entra in contatto ti trasmettano la linfa che ti mantiene vivo.
Credo che le amicizie siano le più grandi fonti di energia da cui si possa attingere.
Credo che i rapporti con le persone meritino di occupare uno dei più alti gradini nella nostra scala di valori, perchè senza gli altri non saremmo.
E' da un po' di tempo che rimugino sui rapporti che sto tessendo. E ogni volta che mi fermo a pensare, l'impellenza più forte è quella di dire grazie.
Anche se ci sono tanti alti e bassi, sento di avere quelle tre o quattro persone su cui poter contare.
A volte sentiamo il bisogno di mettere alla prova i rapporti.
Ne testiamo il valore e se passano il test, ne irrobustiamo lo scheletro.
Un abbraccio forte e sincero, come quello di un cielo stellato che ti guarda dall'alto, è ciò che di più bello puoi ricevere da un rapporto vero.


Grazie di tutti gli abbracci, in special modo quelli a fine serata, prima di andare a dormire.

giovedì 13 giugno 2013

Le nuvole passeggere


Quando andavo alla scuola materna e con tutti i miei compagni ero fuori a giocare in cortile, solo una cosa poteva rovinare la giornata: l'arrivo della pioggia e l'immediato rientro tra le quattro mura della sezione.
Un giorno, però, le cose sono cambiate: un bambino mi ha parlato delle nuvole passeggere. Io non ne avevo mai sentito parlare, ma capii subito che avevano qualcosa di speciale.
Le nuvole passeggere non ti obbligano a rientrare in classe, perchè appunto, sono passeggere e la pioggia la fanno arrivare ed andare via in un baleno!
Da quel giorno, per me, tutte le nuvole sono diventate nuvole passeggere! Quando iniziava a piovere in cortile, non facevo un passo per rientrare a scuola, annunciavo a tutti con caparbietà: "Sono solo nuvole passeggere! Sono solo nuvole passeggere!" E proseguivo coi miei giochi.
Si, poi la maestra mi faceva rientrare perchè in realtà non si trattava quasi mai di vere nuvole passeggere, ma il punto non è questo.
Il punto è che a 5 anni avevo scoperto qualcosa, di cui avevo percepito l'importanza, ma che non avevo capito fino in fondo.
Avevo scoperto che, nella vita, non importa se le nuvole sono passeggere o meno, conta quello che vogliamo che siano. E a qual punto si può giocare benissimo all'aperto anche sotto un temporale!

mercoledì 5 giugno 2013

Le amicizie verdi e i muri di pietra

"Certa gente è qui per scuoiarti e poi gettare un muro che separa i nostri corpi di cenere"

Ho impiegato del tempo ad elaborare i miei pensieri. Ma ora sono pronta ad esprimermi.
Ho avuto il dubbio, per qualche tempo, che forse potessero esistere solo le amicizie azzurre. Mi sbagliavo.
C'è vita per ogni colore nelle amicizie.
Però, se le amicizie azzurre hanno la fortuna di essere stabili per propria natura (l'azzurro è un colore primario che si fa da sè), quelle verdi, invece, hanno bisogno del giallo e dell'azzurro per potersi definire, hanno bisogno di unione e mescolanza; e se qualcuno decide di costruire un muro i colori ci vanno a sbattere e non si amalgano più bene.
Ecco tutto.
Sui muri di pietra è inutile continuare a sprecare colore, anche se a volte ce ne si rende conto solo a furia di buttarcene addosso.

giovedì 30 maggio 2013

La stella polare

E' il solito amico a farmi pensare.
E come piace a me, è un pensare per metafore.

Sono partita da un faro e sono approdata ad una immagine a cui sono molto più legata: la stella polare.
Il punto di riferimento, la direzione da guardare per capire da che parte si sta andando, o dove si dovrebbe andare.

Se sai dove guardare, troverai sempre la stella polare.

La tua stella polare.
Perchè in metafora le stelle non sono stelle e il nord non conta niente.
Ciò che conta è sapere chi, o che cosa, sarà sempre lì fermo per te.
E, si badi, non si tratta di immobile staticità.

sabato 4 maggio 2013

La felicità in tasca

Oggi ho scoperto come avere la felicità in tasca.
Il segreto è molto semplice: bisogna solo scattare una foto e metterla come sfondo del proprio cellulare.
Ed eccola li, una faccina da peste che ti guarda tutte le volte che ti arriva un messaggio o hai bisogno di controllare l'ora.
Ecco tutto.
Il segreto sta nelle persone,e in particolare sta nei bambini: sanno essere così speciali nella loro spontaneità.
E sanno coglierti così alla sprovvista.
Non so trovare le parole per dire quanto mi arricchiscano...

Tutto ciò che so oggi è che ho un musetto super sorridente di 6 anni sullo schermo del cellulare e che ogni volta che lo guardo sento il mio viso aprirsi e i miei occhi illuminarsi, come non mi sarei mai immaginata.

domenica 28 aprile 2013

Negli occhi e nelle ossa

Ci sono sere che mi succede di fermarmi, come una statua di sale.
Mi fermo ad osservare, a scavare dentro le ossa di chi mi è intorno
per leggere la storia che sta sotto a quei vestiti, a quei sorrisi a volte forzati, a quegli occhi che cercano di raccontarsi.
E mi rendo conto di quanto schifo c'è.
Vorrei poter fare qualcosa, ma alla fine me ne sto li, con le mie preghiere e le mie belle parole.
Non che pensi che siano futili, ma come posso accontentarmi di questo?
Come si può lasciare che il lupo continui a fare a brandelli e divorare senza far nulla?
Osservare certi occhi fa tremare.
Fa tremare osservare una persona e vedere la sua luce schiacciata, soffocata,
quando potrebbe brillare come una stella di prima sera, quando il buio scende e il cielo inizia a nutrirsi di lei.
Un fiore che appassisce prima del tempo,
una sorgente d'acqua che si estingue lentamente,
e tutto quanto in sordina,
camuffato dalla debole corazza che ci si prova a costruire.

Non ne sono sicura ma a volte, forse, si può pregare per la morte di qualcuno.

martedì 23 aprile 2013

Scegli per te stesso folli salti e sii pronto a spiccare il volo prima che il giorno ti rubi la luce

Parto con una premessa: i pensieri in questi giorni sono tanti, tantissimi e non so se sarò in grado di dare spazio e ordine al tutto.
Ci provo, partendo da alcune citazioni/mantra,
perchè forse a metterle qui in cima faranno da punti fermi ai miei pensieri così confusi e frenetici:

"L'essere umano non può scegliere nient'altro che se stesso. Tutto il resto è una menzogna. Quando non si sceglie per se stessi, si muore lentamente."
(Merete Morken Andersen)

"Quando saprai, o almeno avrai il sospetto di sapere cosa fare della tua vita, fallo! Spicca un folle salto nel buio. Se è il caso poi, non appena tocchi il suolo, corri, perchè non hai un secondo da perdere."
(sconosciuto)

"Splendi prima che il giorno ti rubi la luce"
(L'Aura)

Si, per l'ennesima volta, il punto focale è lo SCEGLIERE.
Ci riflettevo oggi: tantissime volte facciamo scelte che portano a tantissime conseguenze che, nella maggior parte dei casi, non eravamo stati in grado di prederevere o anticipare.
Conseguenze che non coinvolgono solo noi, inevitabilmente tutta una rete di persone vengono dipinte dal colore della nostra scelta.
Ed eccolo qui il nodo, la difficoltà. La paura di "sporcare" gli altri di colori che non donano.
La paura di recidere i fili tessuti con tanto impegno, di perdere qualcosa.
E' paradossale, ma anche quando sembra che si scelga "per gli altri" si sta scegliendo per se stessi (ovviamente a meno che non si abbia deciso di morire lentamente - a mio parere, scelta molto sciocca!-)
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E si sale sui fili, come funamboli, alla ricerca dell'equilibrio, nell'attesa del salto, magari del FOLLE SALTO.
Perchè questo si, credo che nella vita almeno un 2 o 3 salti debbano essere folli per poter dire di Essere stati.
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Si attende il momento giusto per Essere. Con la sola cautela a non attendere troppo: per quanto aspettare possa farci scoprire nuove forze e aspetti di noi, NON SI PUO' SCEGLIERE DI NON SCEGLIERE MAI! Se aspettiamo troppo il sole ci ruberà la luce e allora sarà troppo tardi per qualunque cosa.