Ieri sono andata a correre.
Questo perchè ho un nuovo obiettivo: partecipare e portare a termine la corsa non competitiva di 10 km che si terrà a Milano domenica 24.
Devo ringraziare Milena per avermi fatto cogliere questa occasione (qui il suo blog)!
Era proprio quello che mi serviva perchè, benchè fosse già da questo autunno che mi dicessi che dopo l'inverno avrei iniziato a correre con regolarità, non sono del tutto certa che ci sarei riuscita.
Invece questa sfida è arrivata proprio a fagiolo! Imminente ma non esageratamente, dura ma non impossibile.
Correre per un ora su e giù ieri per le colline della brianza è stato un toccasana, nonostante mi abbia fatto tornare un dolore al ginocchio che non sentivo da questa estate (quando andavo a correre).
Non sarà certo questo, però, a fermarmi. Il fisioterapista mi ha consigliato di cambiare scarpe, di fare più attenzione all'appoggio del piede, di fare falcate più lunghe. Tutti consigli che ho intenzione di seguire!
Sono eccitata!
Ad so run baby, run!
Scavalcare i muri è un luogo di sfogo, di ricerca di me stessa, di lotta. è un luogo per riordinare i pensieri e le emozioni, è una casa, dentro alla quale sentirsi sicuri, è un motto, una sfida, l'unica maniera in cui sento di dover vivere la mia vita... CLIMB OVER THE WALLS: this is a place to vent, to search for myself, to fight, a place to reorder your thoughts and emotions, a house in which you can feel safe, a motto, a challenge, the only way I feel I should live my life...
giovedì 14 marzo 2013
lunedì 11 febbraio 2013
Vola solo chi osa farlo
Il lavoro, l'impegno, la fatica, le giornate (e le serate) barricata in casa a studiare stanno dando proprio i loro frutti!
In questo periodo sto studiando come credo di non aver mai fatto.
La cosa che più mi stupisce di me stessa, a pensarci, è il mio cambiamento:
solo 5 anni fa a quest'ora ero reduce da una rinuncia agli studi dopo un anno di università durante il quale ero riuscita a superare solo due esami (tra i più facili) e a farmi rimandare (o scappare di mia spontanea volontà) da parecchi altri!
Le compagne, il supporto della mia mamma (che mi ha elogiato alla grande dopo il primo - scarso a pensarci ora - 23 nella nuova facoltà, e poi per tutti i voti successivi), la mia crescita... mi hanno portato qui, dove sono ora, ai risultati di oggi.
Ho capito che si può riuscire solo se si parte dal presupposto di potercela fare (d'altronde "vola solo chi osa farlo!").
Le mie parole d'ordine sono diventate: Fiducia, Positività e Ottimismo.
La metafora sembra un po' forzata, ma a volte penso proprio di avere molto in comune con quel paffuto di Po e con la sua storia di ricerca del "chi sono".
Ricerca che non va in direzione del passato, ma del futuro, verso il chi si sceglie di essere.
Con i miei limiti superati e quelli ancora da superare,
con le mie insicurezze, ma anche la determinazione,
con la paura, ma anche il cuore che mi spinge a rischiare per ciò che ritengo importante,
ho scelto.
Ho scelto di essere una maestra. La maestra Silvia.
In questo periodo sto studiando come credo di non aver mai fatto.
La cosa che più mi stupisce di me stessa, a pensarci, è il mio cambiamento:
solo 5 anni fa a quest'ora ero reduce da una rinuncia agli studi dopo un anno di università durante il quale ero riuscita a superare solo due esami (tra i più facili) e a farmi rimandare (o scappare di mia spontanea volontà) da parecchi altri!
Le compagne, il supporto della mia mamma (che mi ha elogiato alla grande dopo il primo - scarso a pensarci ora - 23 nella nuova facoltà, e poi per tutti i voti successivi), la mia crescita... mi hanno portato qui, dove sono ora, ai risultati di oggi.
Ho capito che si può riuscire solo se si parte dal presupposto di potercela fare (d'altronde "vola solo chi osa farlo!").
Le mie parole d'ordine sono diventate: Fiducia, Positività e Ottimismo.
La metafora sembra un po' forzata, ma a volte penso proprio di avere molto in comune con quel paffuto di Po e con la sua storia di ricerca del "chi sono".
Ricerca che non va in direzione del passato, ma del futuro, verso il chi si sceglie di essere.
Con i miei limiti superati e quelli ancora da superare,
con le mie insicurezze, ma anche la determinazione,
con la paura, ma anche il cuore che mi spinge a rischiare per ciò che ritengo importante,
ho scelto.
Ho scelto di essere una maestra. La maestra Silvia.
martedì 5 febbraio 2013
Il periodo esami porta grandi sorprese!
A volte scopri di avere più forza di quella che pensavi.
E la trovi nei luoghi dove non avevi mai guardato.
Un'amica, per esempio.
Un'amica con cui hai sempre condiviso molto,
e con cui scopri di poter condividere anche più di quello fatto fino ad ora.
Anche se hai libri da studiare e scadenze diverse da lei.
Le giornate di studio non sono mai state così coccolose,
e pure così fruttuose!
In questi giorni di studio matto e disperatissimo non potrei avere compagna di viaggio migliore di te, amica mia!
Grazie per questa condivisione, per le merende (e gli spuntini decisamente fuori da qualunque tipo di pasto!), per la forza di alzarsi la mattina, le distrazioni sciocche, le coperte di plaid e il nostro clima caldo (non dovuto solo ai gradi celsius...).
Ti voglio bene amica mia!
Non ho amica che sento più vicina di te, sia quando ci vediamo quotidianamente che quando non ci vediamo per anche due o tre settimane di fila... anche se, certo, ammetto che averti sempre vicina fisicamente è una meraviglia!
La vita fa sempre sorprese: il periodo esami ha portato proprio qualcosa di bello!
lunedì 28 gennaio 2013
Grazie Andrea!
Oggi alle 18:30 mi trovavo in Chiesa.
A ricordare, onorare, pregare la morte di un mio amico. Di Andrea.
Andrea, il Limo, morto ormai 5 anni fa.
Eppure sembra così vicino.
Tutte le volte che vado ad una messa per lui, puntualmente mi ritrovo seduta sulla panca a piangere.
E il perchè, in realtà, non l'ho ancora decifrato del tutto.
Non piango più per lui. Piango per me.
Perchè Andrea, lasciandoci, lasciandomi, mi ha affidato un impegno.
Un impegno per tutta la vita: cambiare.
Cambiare tutto quello che non va, perchè non possiamo sprecare.
Non possiamo buttare via quello che siamo o che vorremmo essere.
E su quella panca, tutte le volte mi chiedo se lo sto facendo,
se sto rispettando questo tacito patto che ho firmato con te quel 4 gennaio 2008 in ospedale, qunado ti ho visto addormentato su un lettino e non sembravi neanche tu.
E a volte non so darmi una risposta certa.
Perchè non lo so dove sto andando esattamente, se arriverò dove è destino che io arrivi, se sarò sempre al 100%. Se sarò mai in grado di ricambiare il grande dono che mi hai fatto, morendo.
A ricordare, onorare, pregare la morte di un mio amico. Di Andrea.
Andrea, il Limo, morto ormai 5 anni fa.
Eppure sembra così vicino.
Tutte le volte che vado ad una messa per lui, puntualmente mi ritrovo seduta sulla panca a piangere.
E il perchè, in realtà, non l'ho ancora decifrato del tutto.
Non piango più per lui. Piango per me.
Perchè Andrea, lasciandoci, lasciandomi, mi ha affidato un impegno.
Un impegno per tutta la vita: cambiare.
Cambiare tutto quello che non va, perchè non possiamo sprecare.
Non possiamo buttare via quello che siamo o che vorremmo essere.
E su quella panca, tutte le volte mi chiedo se lo sto facendo,
se sto rispettando questo tacito patto che ho firmato con te quel 4 gennaio 2008 in ospedale, qunado ti ho visto addormentato su un lettino e non sembravi neanche tu.
E a volte non so darmi una risposta certa.
Perchè non lo so dove sto andando esattamente, se arriverò dove è destino che io arrivi, se sarò sempre al 100%. Se sarò mai in grado di ricambiare il grande dono che mi hai fatto, morendo.
I've found a reason for me
To change who I used to be
A reason to start over new
and the reason is you.
To change who I used to be
A reason to start over new
and the reason is you.
Per sempre. S.
venerdì 25 gennaio 2013
I colori dell'amicizia
Le amicizie sono una delle cose più importanti.
Sono estremamente variegate e sono in grado di assumere sfumature tutte particolari e differenti.
Ogni amicizia, qualunque colore possieda, porta sempre dei grandi doni con sè.
Ci sono le amicizie lunghe una vita, quelle che subiscono gli alti e bassi, quelle che resteranno sempre e comunque un rapporto a due. Non si tratta di nulla di morboso o trascinato, ma la costante azzurra e rassicurante che sta sotto a tutto, non perchè schiacciata ma perchè fondamenta.
Ci sono le amicizie lontane, quelle che si alimentano del sole dell'estate. Quelle amicizie arancione accesso, colore che ho sempre ricollegato al sorriso. Rapporti che si tengono in carica per 11 mesi per poi rendere al massimo della loro energia in quei 30 giorni a Lignano Pineta.
Ci sono le amicizie verdi delle compagne di università: amicizie che crescono come le piante di un giardino. Tra cui troviamo gli arbusti più alti e forti, quelli cresciuti già da qualche anno, con le foglie di una bella tonalità intensa; e pure gli arbusti bassi, le cui foglie brillanti stanno spuntando ora. Sono amicizie rassicuranti come la natura, ti fanno sentire a casa.
Ci sono le amicizie del sabato sera, dei viaggi in compagnia, degli scazzi e delle intese, delle lontananze e delle riprese, sono le amicizie rosse, perchè sempre infuocate, nel bene e nel male.
Ci sono le amicizie grigie, quelle che si stanno affievolendo, ma di cui terniamo saldi i ricordi: insomma, bianche non lo diventeranno MAI (o almeno, ci speriamo!).
Ci sono poi altre mille sfumature che non potrei stare qui ad elencare... so solo che queste amicizie, questi colori sono in grado di farmi sorridere sempre. Sono fiera dei miei amici. Sono entusiasta di conoscerne sempre di nuovi.
Ora che ne ho scoperto il vero valore, non potrei più farne a meno!
Sono estremamente variegate e sono in grado di assumere sfumature tutte particolari e differenti.
Ogni amicizia, qualunque colore possieda, porta sempre dei grandi doni con sè.
Ci sono le amicizie lunghe una vita, quelle che subiscono gli alti e bassi, quelle che resteranno sempre e comunque un rapporto a due. Non si tratta di nulla di morboso o trascinato, ma la costante azzurra e rassicurante che sta sotto a tutto, non perchè schiacciata ma perchè fondamenta.
Ci sono le amicizie lontane, quelle che si alimentano del sole dell'estate. Quelle amicizie arancione accesso, colore che ho sempre ricollegato al sorriso. Rapporti che si tengono in carica per 11 mesi per poi rendere al massimo della loro energia in quei 30 giorni a Lignano Pineta.
Ci sono le amicizie verdi delle compagne di università: amicizie che crescono come le piante di un giardino. Tra cui troviamo gli arbusti più alti e forti, quelli cresciuti già da qualche anno, con le foglie di una bella tonalità intensa; e pure gli arbusti bassi, le cui foglie brillanti stanno spuntando ora. Sono amicizie rassicuranti come la natura, ti fanno sentire a casa.
Ci sono le amicizie del sabato sera, dei viaggi in compagnia, degli scazzi e delle intese, delle lontananze e delle riprese, sono le amicizie rosse, perchè sempre infuocate, nel bene e nel male.
Ci sono le amicizie grigie, quelle che si stanno affievolendo, ma di cui terniamo saldi i ricordi: insomma, bianche non lo diventeranno MAI (o almeno, ci speriamo!).
Ci sono poi altre mille sfumature che non potrei stare qui ad elencare... so solo che queste amicizie, questi colori sono in grado di farmi sorridere sempre. Sono fiera dei miei amici. Sono entusiasta di conoscerne sempre di nuovi.
Ora che ne ho scoperto il vero valore, non potrei più farne a meno!
giovedì 17 gennaio 2013
Tempesta.
Apri la pagina più e più volte e,
ogni volta,
finisci per richiuderla
perchè i pensieri che affollavano la tua mente
di colpo spariscono, evaporano.
La pagina bianca diventa lo specchio della tua testa.
Ma in realtà non è bianca perchè vuota,
ma perchè è piena zeppa di tutti i colori
che mescolandosi si mostrano come un'unica grande macchia bianca.
Quindi il problema ora è: come districare questo groviglio per cavarne pensieri che abbiano capo e coda (o almeno una delle due cose)?
Forse non c'è soluzione, almeno in questo periodo:
ho troppi canali aperti, troppi "viaggi" paralleli da portare avanti.
Tutto va a incastro e forse provare ora a districare le matasse farebbe solo più male che bene.
Ecco: a volte il caos va bene.
Il caos può essere una soluzione che funziona.
Unire invece che scindere meticolosamente tutto.
Amalgamare come l'impasto di una torta, invece che analizzare centellinando col contagocce.
In questo periodo deve essere così: tempesta.
ogni volta,
finisci per richiuderla
perchè i pensieri che affollavano la tua mente
di colpo spariscono, evaporano.
La pagina bianca diventa lo specchio della tua testa.
Ma in realtà non è bianca perchè vuota,
ma perchè è piena zeppa di tutti i colori
che mescolandosi si mostrano come un'unica grande macchia bianca.
Quindi il problema ora è: come districare questo groviglio per cavarne pensieri che abbiano capo e coda (o almeno una delle due cose)?
Forse non c'è soluzione, almeno in questo periodo:
ho troppi canali aperti, troppi "viaggi" paralleli da portare avanti.
Tutto va a incastro e forse provare ora a districare le matasse farebbe solo più male che bene.
Ecco: a volte il caos va bene.
Il caos può essere una soluzione che funziona.
Unire invece che scindere meticolosamente tutto.
Amalgamare come l'impasto di una torta, invece che analizzare centellinando col contagocce.
In questo periodo deve essere così: tempesta.
sabato 5 gennaio 2013
2012 --> 2013
E' più o meno dal 27 di dicembre che mi dico "ora scrivo un post sulla fine dell'anno vecchio e l'inizio del nuovo", ma poi tra feste, studio, valigie da preparare e viaggi il tutto è stato rimandato...
Ma oggi, eccomi qua. Di fronte a una delle mie amate pagine bianche. In tutti i sensi.
2012.
E' tempo di resoconti ma io, beh, non ho molto da "resocontare"...
Il 2012 è stato un anno di preparazione, di riscaldamento, di costruzione di fondamenta.
Non ci sono stati fuochi di paglia, nè nel bene, nè nel male...
Nessun dolore insopportabile e nessuna euforia senza senso.
Forse uno degli anni più razionali della mia vita, sempre che si possa attribuire razionalità ad un anno.
E stato un anno di consapevolezze, di amicizie. Di scoperta.
Scoperta che la felicità è una scelta, così come il dolore, la depressione, l'insoddisfazione.
Scoperta che l'amicizia aiuta a scegliere la felicità.
Scoperta che si può cambiare in qualsiasi momento: non ci sono strade davanti a noi ma solo un immenso deserto che possiamo percorrere in mille e più modi differenti, senza forzature, limiti, contorni, argini.
Anno di raccolta delle forze per prepararsi a ciò che verrà poi, per prepararsi anche a questo 2013 ormai avviato.
2013.
Anno di obiettivi.
Primo fra tutti la laurea, scomposto nei suoi mille micro obiettivi che prendono vita in esami, tirocinio, laboratori, apprendimento, stimoli da cogliere e mantenere.
Le amicizie, da coltivare anche da lontano. Cosa da cui mi sono sempre in fondo tirata un po' indietro...
La scuola e i nanetti di prima da condurre il meglio possibile alle soglie della seconda, sperando di ritrovarli anche a settembre. Sperando di aver fatto un buon lavoro, di mantenere in loro alta la voglia di scoprire e di fare, di essere apprezzata per ciò che faccio con amore e a volte anche tanta fatica e paura di sbagliare.
La pallavolo e le mie 9 piccole campionesse da portare sul campo vero e proprio. Nessun obiettivo che riguardi il vincere o il perdere, ma conoscere, amare e divertirsi per questo sport.
E cos'altro?
Posso parlare di propositi in amore? Si e no.
Mi auguro di passare un anno ad amare, ad amare me stessa, i miei amici, la mia famiglia, i bambini, le loro famiglie. E non posso parlare di altro. Questo è l'amore che posso impegnarmi a priori a dare.
Per tutto il resto c'è il bianco al margine della pagina o il retro del foglio.
Son partita da Budapest; tra un anno vi farò sapere dove sarò arrivata.
Ma oggi, eccomi qua. Di fronte a una delle mie amate pagine bianche. In tutti i sensi.
2012.
E' tempo di resoconti ma io, beh, non ho molto da "resocontare"...
Il 2012 è stato un anno di preparazione, di riscaldamento, di costruzione di fondamenta.
Non ci sono stati fuochi di paglia, nè nel bene, nè nel male...
Nessun dolore insopportabile e nessuna euforia senza senso.
Forse uno degli anni più razionali della mia vita, sempre che si possa attribuire razionalità ad un anno.
E stato un anno di consapevolezze, di amicizie. Di scoperta.
Scoperta che la felicità è una scelta, così come il dolore, la depressione, l'insoddisfazione.
Scoperta che l'amicizia aiuta a scegliere la felicità.
Scoperta che si può cambiare in qualsiasi momento: non ci sono strade davanti a noi ma solo un immenso deserto che possiamo percorrere in mille e più modi differenti, senza forzature, limiti, contorni, argini.
Anno di raccolta delle forze per prepararsi a ciò che verrà poi, per prepararsi anche a questo 2013 ormai avviato.
2013.
Anno di obiettivi.
Primo fra tutti la laurea, scomposto nei suoi mille micro obiettivi che prendono vita in esami, tirocinio, laboratori, apprendimento, stimoli da cogliere e mantenere.
Le amicizie, da coltivare anche da lontano. Cosa da cui mi sono sempre in fondo tirata un po' indietro...
La scuola e i nanetti di prima da condurre il meglio possibile alle soglie della seconda, sperando di ritrovarli anche a settembre. Sperando di aver fatto un buon lavoro, di mantenere in loro alta la voglia di scoprire e di fare, di essere apprezzata per ciò che faccio con amore e a volte anche tanta fatica e paura di sbagliare.
La pallavolo e le mie 9 piccole campionesse da portare sul campo vero e proprio. Nessun obiettivo che riguardi il vincere o il perdere, ma conoscere, amare e divertirsi per questo sport.
E cos'altro?
Posso parlare di propositi in amore? Si e no.
Mi auguro di passare un anno ad amare, ad amare me stessa, i miei amici, la mia famiglia, i bambini, le loro famiglie. E non posso parlare di altro. Questo è l'amore che posso impegnarmi a priori a dare.
Per tutto il resto c'è il bianco al margine della pagina o il retro del foglio.
Son partita da Budapest; tra un anno vi farò sapere dove sarò arrivata.
BUON 2013 A TUTTI!
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